Webdistilled Story

Webdistilled: oltre le conversazioni

L’idea di creare  in Maps Group un servizio di raccolta e analisi dei flussi web e social nasce già nel 2010, per valorizzare le capacità di real-time content analysis sviluppate all’interno del gruppo.

Si tratta, tra l’altro, del primo Software as a Service offerto dall’azienda.

L’ispirazione che ha dato il via al progetto è nata innanzitutto dall’osservazione di una vera e propria esplosione di contenuti generati dagli utenti attraverso i blog e i social media.

Da qui all’intuizionVieri Emilianie di nuove opportunità di mercato per aziende e istituzioni – interessate all’ascolto e alla comprensione delle opinioni degli utenti – il passo è stato breve, anche se affatto scontato.

Abbiamo dunque chiesto a Vieri Emilani, Head of Innovation del gruppo Maps, di raccontarci come e perché è nato questo servizio, che possiamo definire a ragion veduta “sulla cresta dell’onda” anche dal punto di vista comunicativo.

Ecco le sue risposte e le anticipazioni sul prossimo futuro di questo innovativo servizio.

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A proposito di “Software as a Service”: per soddisfare quali aspettative è nato  Webdistilled?

L’intuizione è nata dalla capacità del gruppo di individuare con un certo anticipo alcuni bisogni nel settore delle comunicazioni e del marketing online, partendo dal postulato che “i mercati sono conversazioni”.

Negli anni della nascita di Webdistilled, infatti – e nonostante l’enorme potenziale ancora in divenire – i sistemi di ascolto del Web erano limitati e poco flessibili, ancora basati sul modello della rassegna stampa.

Nel frattempo, all’interno del gruppo, avevamo già sviluppato una forte esperienza nell’acquisizione e analisi di contenuti web, attraverso diverse collaborazioni con analisti e società di servizi in questo ambito.

L’idea di Webdistilled è stata dunque quella di proporre un servizio innovativo attraverso lo sviluppo di una piattaforma di monitoraggio e analisi delle conversazioni facile da configurare e soprattutto dinamica, ovvero modificabile con pochi click direttamente dagli utenti finali.

La capacità di Webdistilled di analizzare e strutturare i contenuti in tempo reale, inoltre, ha offerto fin da subito un opportunità di analisi molto più approfondita e dettagliata di quanto non fosse per altri strumenti similari.

Non a caso Webdistilled è stata una delle prime piattaforme di Web Monitoring a proporre un servizio di analisi del sentiment personalizzabile.

Quanto tempo è trascorso dalla fase dell’ideazione a quella di progettazione vera e propria del tool?

I primi prototipi di Webdistilled risalgono alla fine del 2010, e la prima versione del prodotto è stata rilasciata nel mese di giugno 2011: già a quella data il sistema acquisiva e analizzava oltre 3 milioni di contenuti al giorno. La versione definitiva, interamente configurabile via Web, è stata poi rilasciata ad aprile 2012.

Per quanto riguarda invece la commercializzazione del prodotto, disponevamo già di una base di clienti che utilizzavano i nostri servizi e che sono stati tra i primi sostenitori della nuova iniziativa.

Durante il secondo semestre 2012, infine, abbiamo messo in opera  una campagna commerciale che ci ha permesso di allargare la base dei partner.

Come si è evoluto il servizio nel tempo?

Si è trattato di un processo virtuoso: il servizio è infatti evoluto in parallelo alle esigenze dei nostri clienti. In particolare Bewe e Cohn&Wolfe hanno avuto un ruolo importante nel testare le nuove funzionalità mano a mano che venivano sviluppate.

Altri clienti nella fase iniziale della piattaforma sono stati  Hill&Knowlton (per il loro servizio DigitalPR) e Generali. Ciascuna di queste importanti aziende ha nei fatti portato un valore aggiunto individuato e testato direttamente sul campo.

Quali sono stati i primi risultati più ad ampio raggio?

La piattaforma, mano a mano che veniva resa nota, è stata adottata da numerose agenzie per erogare servizi di web monitoring e social media analytics, raggiungendo oltre 100 clienti finali in molteplici mercati, a partire dai settori automotive, food&drink, finance, telco e media fino alla pubblica amministrazione.

L’esperienza di Webdistilled ci ha così permesso, passo dopo passo, di perfezionare il nostro modello di real-time content analysis su grandi volumi di dati, consentendoci di fornire uno strumento affidabile a supporto dei vari processi decisionali.

Quali sono quindi lo stato dell’arte e le prospettive di implementazione del servizio?

Oggi le evoluzioni a cui stiamo lavorando vanno prevalentemente nella direzione di strumenti di Operational Intelligence, che integrano flussi di dati eterogenei di cui i contenuti web e social possono essere solo una delle componenti, come accade ad esempio per l’Open Source Intelligence.

Questo vale per tutti quei settori in cui le informazioni possono essere  trasformate in tempo reale in informazioni utili da utilizzarsi a ragion veduta nelle fasi decisionali  di ogni processo strategico e operativo.

Il focus si è dunque spostato su algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale per lo sviluppo di modelli predittivi (identificazione di trend, anomalie, forecasting, recommendation) e prescrittivi (con quali azioni indirizzare questi nuovi eventi).

Il tutto in ambiti applicativi che vanno oltre la comunicazione e il marketing, con alcune interessanti sperimentazioni in corso con partner internazionali nel settore dell’energia e dell’ottimizzazione dei processi per le pubbliche amministrazioni.

Qualche spoiler su prossimi spin-off progettuali?

Il cammino sembra delineato: l’evoluzione verso sistemi di Operational Intelligence ha già trovato applicazione in alcuni ambiti progettuali dei clienti Maps, tra cui ad esempio Vodafone.

Sicuramente, però, lo spin-off più significativo è Roialty, una start-up innovativa che Maps ha fondato insieme a Bewe alla fine del 2014.

Roialty, infatti, utilizza i dati di Webdistilled per la profilazione degli interessi degli utenti e per il loro successivo  ingaggio sui diversi canali digitali, ed è già stato adottato da numerose realtà nel settore dei Financial Services, oltre ad essere stato il motore dell’ultima collezione Pampers e della campagna #1milionedi di Coop Alleanza 3.0.

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